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NUOVI TALENTI “Made in Italy”

Emiliano Laszlo, nato a Firenze nel 1978, dopo un percorso di studi classici ha studiato teatro e cinema fra Firenze e Bologna, presso la Scuola Alessandra Galante Garrone.
Personalità poliedrica, è stato anche in tournée in tutta Italia come attore e aiuto-regista.
Dopo il diploma conseguito alla Fondazione Studio Marangoni di fotografia a Firenze, ha girato video musicali e di fiction e documentari su Chet Baker, ha partecipato a progetti fotografici per mostre e riviste, tra cui Posi+tive Magazine, di cui è stato photo editor.
Studiopretzel è nato nel 2011 ed è il suo primo progetto sulla moda. L’ispirazione giapponese del brand mira a mixare materiali e forme comfortable, di elevata vestibilità e semplicità, con l’obiettivo di diffondere non solo il Made in Italy, ma il Made in Tuscany e la sua filosofia, fatta dall’esperienza di artigiani locali, di estrema cura verso i dettagli, di sartorialità e di tessuti naturali. Studiopretzel infatti è da sempre parte del progetto della LAV, Animal Free Fashion, per il quale ha raggiunto il livello VVV, ossia nessun utilizzo di pelle, seta, pelliccia e piume.

Concept

Studiopretzel nasce come brand di moda a tutti gli effetti, ma con un sguardo attento alla “leggerezza” di ispirazione Calviniana. Seguendo questo mood le collezioni presentano linee morbide, con la costruzione di capi comodi e “ready to wear”, dove la camicia e il bermuda, ad esempio, vengono declinati nei materiali più comfort, come la mussola e il lino.
La cura nel dettaglio e la sua enfasi si riflette nei più piccoli particolari, come i bottoni delle camicie fasciati da colorati tessuti giapponesi, in contrasto col tono di base. Un invito a lasciare da parte la cravatta per una no-tie shirt a tutti gli effetti.
I tessuti giapponesi ritornano anche nei taschini interni degli yukata a doppiopetto, reinterpretazione dei morbidi kimono da casa, tipici della tradizione giapponese.
Prende forma così un concept di moda molto vicina all’Oriente, dove l’eleganza comoda incontra capi ampi, quasi oversize, ma rigorosi nei colori e nei tagli sartoriali, sapientemente realizzati da esperte mani artigiane.
La produzione è a km 0, in quanto si dirama sull’asse Prato – Firenze – Pontassieve, dove artigiani italiani di decennale esperienza fasciano uno ad uno i bottoni e confezionano pantaloni e camicie utilizzando soltanto macchine da cucire e ferri da stiro.
Una produzione specializzata e attenta al dettaglio, totalmente Made in Italy, capace di lavorare sui pezzi unici come sui grandi numeri, grazie ad una rete capillare di grandi manualità locali.

Projects

Nel giugno 2014, durante la xx edizione di Pitti Uomo, Studiopreztel arriva finalista al concorso Who is on next? che da giugno 2009 abbraccia anche la categoria maschile, in collaborazione con Pitti Immagine e L’Uomo Vogue. Contemporaneamente Emiliano Laszlo presenta anche una capsule collection per Pitti Bimbo, che riflette al suo interno lo stesso lavoro e la stessa attenzione della prima linea, con la stessa ricerca di tessuti morbidi, di continuità nelle forme e nei volumi.
A novembre 2014, in occasione di Mercedes Benz Fashion Days Zurich, Studiopretzel sfila all’interno della serata Notte Italiana, insieme a Costume National, Vivetta e Diliborio.

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‘HANA-BI – はなび’

una collezione di Studiopretzel
primavera|estate 2016

 

 ‘Hana-Bi’ in giapponese significa letteralmente ‘fuoco di fiori’. Una definizione poetica e suggestiva che noi tradurremmo banalmente ‘fuochi d’artificio’.
‘Hana-Bi’ è anche il titolo di uno dei capolavori di Takeshi Kitano, regista, attore, scrittore giapponese, premiato con il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia.
L’estetica di Kitano, basata sul concetto di ultraviolenza, contiene, oltre che l’aspetto più crudo del rapporto tra polizia e yakuza, anche delle note di lirismo e, spesso, di ironia, ad esso associate.
L’aspetto più affascinante della sua cinematografia è proprio questa dicotomia tra tragedia e commedia. Il regista ci vuole dire che anche durante la scena più cruenta è permesso ridere, trovando delle situazioni o degli accenni buffi, in cui, senza vergogna, si scoppia in una fragorosa risata. L’immagine dei fiori che vengono sparati in aria a formare il ‘nostro’ fuoco d’artificio ben si associa ai colpi che vengono esplosi dalle armi, spesso usate dallo stesso Kitano nei suoi film.
Il concetto di fuoco artificiale che diventa fiore e che a sua volta diventa proiettile è alla base della collezione.
Il capo più forte, dunque, sarà il completo da uomo formale (giacca e pantalone), realizzato in denim e ricamato all-over con ciuffi di cotone colorato che escono all’esterno, ora rossi a ricordare i colpi di proiettile e il sangue, ora bianchi a ricordare il ciliegio in fiore.

Studiopretzel si ispira ancora una volta al Giappone, viaggiando nel contemporaneo fino all’antico, a ritroso nel tempo, ma mantenendo le sue radici salde nel territorio toscano, dove viene sviluppata l’intera produzione.
Da questa stagione, Studiopretzel si avvale della collaborazione con l’azienda veneta di denim Berto Industria Tessile, grazie al progetto #Bertoforyoungtalents, istituito per sostenere e facilitare i designer emergenti.
Studiopretzel inoltre appoggia LAV, nella campagna ‘Animal Free’ di sensibilizzazione per una moda sostenibile, impegnandosi a non utilizzare nelle proprie collezioni materiali di origine animale quali pelle, pelliccia, seta e piume.