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Italiana d’origine, Marta Bevacqua ha conquistato migliaia di persone grazie ai suoi eccezionali scatti che portano l’aspettatore a viaggiare di fantasia. Marta, ricca di progetti, è sempre alla ricerca di un miglioramento professionale. Le sue foto sono vere e proprie opere d’arte, colori brillanti, immagini provocatorie al punto giusto e una presenza di una composta frizzantezza che rende il tutto molto singolare. Marta ci ha onorati di conoscerla meglio attraverso questa sottile e trasparente intervista.

GL: Chi è Marta Bevacqua?
MB: Una ragazza normale di 26 anni, come tutte le altre, con una grande passione per l’immagine e soprattutto la lettura. Da piccola dicevo di voler diventare una pittrice, in qualche modo non mi sono allontanata molto. Mi piace inventare storie immaginarie, scrivere, passeggiare (possibilmente nei boschi o nella natura), ma anche uscire con gli amici, annoiarmi sul divano e ascoltare buona musica. Sono fortunata perché ho fatto della mia passione il mio lavoro.
GL: Come si è avvicinata alla fotografia?
MB: Un po’ per caso. Giocavo a un gioco di ruolo fantasy online, e cercando immagini per il mio personaggio ho scoperto siti come DeviantArt e Flickr. Trovato quel che cercavo, ho continuato a navigare sui quei siti solo per il piacere di vedere belle immagini. Il passo è stato semplice, ho pensato che avrei potuto provarci anche io, e da lì non ho più smesso.
Inizialmente era quasi un gioco, con gli anni è diventata una passione, poi un lavoro.


GL: Ci racconti il suo percorso da fotografa.
MB: Ho cominciato fotografando i fiori e gli alberi, poi me stessa e le mie sorelle, da autodidatta. Scattavo se vedevo una bella luce e qualcosa che catturasse la mia attenzione. Col tempo ho iniziato a costruire i primi set fotografici, partendo da un’idea vera e propria. Per caso ho scoperto la fotografia di moda, e ho frequentato un corso breve di una settimana alla Central Saint Martins School of London. Mi sono dedicata a questo genere assiduamente per anni, finché non mi sono trasferita a Parigi, dove lavoro oggi come fotografa di moda in primis, anche se lavoro molto sui miei progetti artistici personali e sul ritratto.
GL: Ci parli del genere di fotografia che ha deciso di investire su tutto ?
MB: Effettivamente non so esattamente quale sia il mio genere. Vorrei arrivare a lavorare nella moda in maniera artistica, ma sto ancora imparando molto e devo crescere parecchio.
Negli anni mi sono buttata a capofitto in varie sfide e vari generi, sempre pronta a sperimentare. Sono prontissima a farlo anche ora.


GL: Che tipo di macchina e di obiettivo usa solitamente,pensa che sia fondamentale avere una valida Reflex per fare scatti di alta qualità?
MB: Utilizzo una Canon 5D mark II e un 50 mm . Non è fondamentale, ma importante. E’ importante per la qualità dell’immagine a livello tecnico, null’altro. La qualità dell’immagine a livello compositivo ed estetico non ha niente a che vedere con la macchina utilizzata. E’ possibile creare immagini ottime con una macchinetta usa e getta.

GL: Qual è la differenza fra una “bella” e una “buona” fotografia?
MB: Una “buona” fotografia è una fotografia ben fatta, in cui la composizione sia armoniosa, i colori ben bilanciati, la messa a fuoco nitida, ecc. E’, in parole povere, una foto tecnicamente efficace.
Una “bella” fotografia è quella che suscita emozioni, fa pensare e riflettere, ti lascia incantato, ti fa “viaggiare”.

GL: L’italia pensa possa essere capace di dare basi fondate a giovani fotografi? Consiglierebbe di rimanere in Italia per studiare fotografia?
MB: Io non ho studiato molto la fotografia, essendo principalmente autodidatta, quindi non saprei consigliare buone scuole e non so se in Italia ti danno effettivamente una buona preparazione; spero di si…
E per quanto riguarda l’Italia, io me ne sono andata (per varie ragioni), ma è possibilissimo lavorare; basta essere bravi e saper sfruttare le buone occasioni. Se ci si impegna e lo si merita, allora è possibile farlo ovunque.

GL: Oggi il mercato, specie quello editoriale vive un momento di crisi. Come pensa se ne possa uscire?
MB: Probabilmente dando più spazio a nuovi fotografi emergenti, e prediligendo la qualità prima di tutto. Fare in modo che questo mercato torni ad essere “di nicchia” ed “elitario”, pur dando possibilità e occasioni a nuovi artisti.

GL: Che prospettive ha per il tuo futuro?
MB: Molti viaggi in programma, tanti progetti fotografici e non, e spero di crescere e migliorare ancora per realizzare il mio sogno.

GL: Il team di Goodlovers le augura tata fortuna ed è certo che riuscirà a raggiungere qualsiasi suo obbiettivo.