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Claudia Danna
NUOVI  TALENTI “Made in Italy”

 

Effimero, sperimentale, oltre i consueti standard estetici. Questo è il mondo di Claudia Danna.

Tutto ha inizio in un antico laboratorio di ricami, nel cuore di Roma. L’apprendimento delle tradizionali tecniche di ricamo e di sartoria è stato il punto di inizio fondamentale per sperimentare e creare un prodotto unico, lavorando superfici innovative con un particolare tocco artigianale Made in Italy.

E così, dopo la laurea in Fashion Design BA, nel 2014 fonda il suo brand di pret-a-porter donna. Forme e volumi si ispirano ad idee avanguardistiche, ma ancestrali allo stesso tempo. Archetipi e simboli rappresentano la vera struttura di ogni abito.

Il concetto di temporaneo è protagonista. Ogni collezione rappresenta un frammento di un processo di evoluzione. Allo stesso modo, i tessuti e la costruzione dell’abito cambiano costantemente, esattamente come la mente e il corpo umano.

 

 

Involution to the Comfort Zone

Collezione Autunno Inverno 2016-17

Segmenti, insiemi, linee frammentate, grovigli, simboli matematici, parentesi, numeri e forme geometriche elementari, raccontano la collezione Autunno Inverno 2016 2017 che si sviluppa interamente sui significati duali dei concetti di involuzione e di Comfort Zone, prima intesi come funzione mentale difensiva di evasione a ritroso verso una dimensione confortevole: un’età fanciullesca ideale, in cui sentirsi al sicuro dalle avversità. Infine tradotti materialmente.

E’ così che l’abito viene concepito come un organismo biologico che mette in atto il suo meccanismo di salvaguardia attraverso moti involutivi. Incorniciato da tagli vivi con cuciture a vista dal concept artigianale, si riavvolge lentamente su sé stesso, creando spirali di pieghe permanenti ed arricciature di tessuto. Le scelte cromatiche vertono sulle palette pastello del cipria, bluette e cammello, che poi si scontrano con i blu e marroni più intensi, fino al senape caldo e brillante come il bianco spaziale.

Un ritorno simbolico ai primi anni di scuola, in cui la divisa scolastica si reinventa attraverso dettagli alterati, le cui funzioni mutano radicalmente in nome di un ideale estetico lontano da ogni logica. Un gioco in cui tutti gli elementi assumono funzioni diverse da quelle per cui sono stati concepiti; e così le maniche fungono da cinta, mentre fessure e fori irregolari cambiano, distorcendosi, a seconda dei movimenti del corpo, talvolta le tasche sono senza profondità e i bottoni senza asole.

Tessuti ora spugnosi, morbidi e avvolgenti, ora lucenti, ora increspati, creano insieme inusuali match compositivi, uniti tra loro da un unico fil rouge: il relax, l’acqua, la Comfort Zone. E così, da rasi, spugne e microfibre assorbenti prevalentemente utilizzate per accappatoi, il vapore acqueo si deposita a pigmenti sulla texture del bouclè e poi a goccioline di pvc applicato sulla pelliccia rasata, fino ad assumere un’estetica liquida nel velluto di ciniglia. Lo shaping origami dei look più informali e versatili prende forma nel crêpe ruvido, che equilibra i tre look della collezione: solido, liquido e aeriforme.