Pensavate che il cappotto fosse sostituito dal piumino? Sbagliato!

Il 101801, capo evergreen di Max Mara, dall’inconfondibile linea over e dalle maniche a kimono con un’elegante chiusura a doppiopetto, a trent’anni di distanza le fashion influencer e le donne di tutto il mondo continuano a indossarlo con passione, grazie a una linea intramontabile che va oltre ogni nuova tendenza. Accompagna dai jeans e maglione, ai pantaloni abbinati a una camicia fino ad un abito da sera.

Maison simbolo del savoir faire italiano sin dagli anni Cinquanta, Max Mara è spesso presente in ogni guardaroba femminile, dalla tonalità cammello che riesce ad associarsi ad ogni possibile variante.

 

Per celebrare i suoi primi sessant’anni di tendenze e collezioni, il 28 novembre è stata inaugurata una nuova edizione della mostra Coats! A Seoul, in Corea. Dopo Mosca nel 2011, Pechino nel 2009, Tokyo nel 2007 e Berlino nel 2006, l’esposizione, prende vita nell’avveniristico spazio multifunzionale Dongdaemun Design Plaza firmato dall’archistar Zaha Hadid. Un vero e proprio viaggio nella storia dell’iconico cappotto Max Mara e del marchio, attraverso sette stanze dense di oggetti, capi e suoni, all’insegna dell’interattività.

Il percorso si presta a essere vissuto in una sorta di rappresentazione teatrale sospesa tra realtà e immaginazione. Diversi i temi trattati, dal cappotto democratico a designer e cultura pop degli anni Sessanta, per arrivare alle donne nella particolare visione che Max Mara ha dato dell’universo femminile.

La mostra testimonia la cultura del progetto alla base di ogni capo. E svelando in che modo l’impresa familiare, di Reggio Emilia, abbia avverato i desideri delle donne, dal 1951 ad oggi, in Italia e nel mondo.