Goodlovers ha il piacere di fare quattro chiacchiere con Patrizia Benenchio, Responsabile Laboratori di Kering per il marchio Gucci.

Patrizia Benenchio è laureata in Geologia ma la sua passione per l’abbigliamento la spinge a frequentare l’Istituto Secoli che opera nel settore moda. Per una serie di eventi fortunati, li chiama Lei, inizia a muovere i primi passi in una piccola rivista di moda di Milano e subito dopo lavora come modellista in Gianni Versace (nove anni), successivamente in Prada e attualmente in Gucci.

GOODLOVERS: Innanzitutto la ringraziamo moltissimo di averci concesso questa intervista e siamo subito incuriositi dal suo lavoro. Cosa significa, dunque, essere Responsabile Laboratori di un Gruppo, leader di mercato, come la Kering?

PATRIZIA BENENCHIO: Inizio dicendo che è un piacere per me essere intervistata da voi perché so che siete impegnati nel diffondere l’importanza del Made in Italy. Lavorare per Kering significa : Efficienza, Creatività, Qualità. E’ importante evidenziare la fondamentale funzione svolta dal brand e dall’immagine di un bene di lusso in quanto guidano e orientano il consumatore.
Partiamo dicendo che la Qualità è il punto più importante del mio lavoro. Tutto ciò significa che, dal tessuto al capo finito, viene dedicata la massima attenzione. Le difficoltà maggiori sono quelle di mettere a punto la vestibilita del capo: vengono effettuate svariate prove di taglie diverse e su modelle diverse proprio per essere sicuri che il capo non abbia alcun difetto cercando così il giusto equilibrio, il punto di incontro tra vestibilita e creatività. La mia esperienza mi consente di risolvere l’imprevisto, ovvero problemi inaspettati nelle varie fasi della confezione e di creare una buona collaborazione tra i lavoratori, imprescindibile nel raggiungimento degli obiettivi.

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GL: Sappiamo che si occupa di un marchio molto importante, Gucci, che rappresenta il Made in Italy nel mondo e immaginiamo che quando un capo esce sul mercato debba essere impeccabile. Quali sono le maggiori difficoltà che si incontrano nello svolgimento del suo lavoro? E come riesce a gestirle con successo?
PB: L’esperienza acquisita in tutti questi anni ci insegna ad essere sempre tempestivi nel risolvere i vari problemi, fermo restando che le maggiori difficoltà si incontrano nella messa a punto della vestibilità. Sempre alla ricerca di nuove lavorazioni, molti sono i prototipi su cui si lavora prima di iniziare una nuova produzione, molte le prove fatte con modelle diverse, ed è per questo che posso dire che l’Efficienza è alla base del nostro lavoro. Un esempio: gli accessori devono essere consegnati rispettando tempestiche improrogabili per consentire confezionamento e puntuale consegna nei negozi; nulla è lasciato al caso.

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GL: Quando si parla di Made in Italy, il nodo produzione è sempre quello maggiormente dibattuto e, per certi aspetti, più controverso. Lei che da grande professionista si confronta giornalmente con questa tematica, che cosa ne pensa dell’importanza di produrre in Italia?

PB: Punto di forza della produzione italiana sui mercati mondiali e’ lo stile, la creatività e, a mio parere, anche la lungimiranza. La marca è una complessa fusione di elementi distintivi che insieme costituiscono l’identità di un Brand. L’industria della moda italiana offre un immenso potenziale che deve essere sfruttato e apprezzato. Da sempre la storia ci insegna che per arte, design e creatività i prodotti italiani sono conosciuti in tutto il mondo. Ecco che qui voglio spendere due parole per dire che Kering è stata una delle prime a volere fortemente mantenere l’intera produzione in Italia, tutto è rigorosamente Made in Italy, dal tessuto al ricamo alla confezione. Le aziende che producono per Gucci sono sottoposte a severi controlli e la loro certificazione, la SA8000, garantisce, oltre alla qualità, che il processo produttivo è interamente Made in Italy.

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GL: Ed infine, ma non per importanza, Le vorremmo chiedere qualcosa di un po’ più personale perché ci sentiamo affascinati dalla Sua figura e dal ruolo che ricopre. Sicuramente il suo lavoro implica delle responsabilità elevate che implicano attenzione, impegno e coinvolgimento, qual è, se ce l’ha, il modo migliore e soprattutto più efficace che usa per rilassarsi e ricaricare le energie consumate dagli importantissimi impegni professionali?

PB: Il mio tempo libero è in buona parte dedicato alla ricerca di nuovi stimoli creativi. L’arte, in genere, in tutti i suoi aspetti mi affascina sempre. Ecco, allora, che il poco tempo a disposizione lo dedico a mostre, teatro e, quando posso, ai viaggi. In un viaggio cerco sempre il confronto, cerco di conoscere e imparare realtà e stili di vita diversi dai miei. La Cultura è uno degli aspetti più importanti della vita di un uomo, e svariati sono i modi di acquisirla, dallo studio ai viaggi. Non mi stanco mai di cercare, osservare, ascoltare ogni cosa che mi circonda. Adoro le città cosmopolite e vedere la gente come si muove e come si inventa con gli abiti una propria personalità e creatività. In ultimo ringrazio voi e vi faccio i complimenti per questo innovativo modo di far conoscere le importanti aziende italiane e il loro grandissimo lavoro di ogni giorno che consente a tutti noi di giocare ed essere più belli con un prodotto che si chiama … MODA.

GL: Siamo noi di Goodlovers che ringraziamo Te per questa bellissima intervista, piena di spunti e approfondimenti sui temi importanti del Made in Italy. Questa piacevolissima chiacchierata che ci ha permesso di conoscere in maniera più approfondita la realtà della Kering e di Gucci e di trascorrere del tempo con una grande professionista come Te. Grazie! Ci auguriamo di rincontrarti presto.

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