Riccardo Onorato, classe 1987, difensore della bellezza curvy nel mondo maschile, ha deciso di diffondere le sue idee attraverso un blog, Guyoverboard.com – Plus-size fashion blogger. Tutto questo per cercare di condividere l’idea di una moda che sia adatta al proprio corpo, senza compromettere lo stile.
Conosciamolo meglio!

GL: Come e quando è nata in lei la passione per la moda?
RO: Non è molto semplice definire una vera e propria data di inizio o un modo preciso che mi abbia fatto avvicinare al mondo della moda. Probabilmente sono stati una serie di fattori contingenti a far crescere in me la curiosità divenuta poi passione fino a sfociare all’idea di realizzare un blog che ne parlasse. Ma c’è un momento preciso, che ricordo con grande affetto, che riguarda il mio periodo universitario.
Allora frequentavo il corso di Design Industriale presso la Facoltà di Architettura e nelle aule adiacenti si svolgevano le lezioni del corso di Design della Moda, che faceva sempre parte della stessa facoltà. La mia curiosità mi spingeva qualche volta ad intrufolarmi per seguire le loro lezioni. Lì ascoltavo racconti che riguardavano tutto ciò che vi era dietro ad una collezione: il concept, le scelte in ambito di materiali, di tagli. E poi la storia, i racconti della società che cambiava al cambiare della moda (e viceversa). Probabilmente è lì che sono caduti molti miei pregiudizi, dettati forse dal soffermarmi semplicemente all’aspetto “esteriore” che la moda porta con sè, ed è lì che ho cominciato ad appassionarmi a queste storie e a volerne sapere di più.

GL: Durante il suo percorso ha trovato degli ostacoli che hanno cercato di spezzare il suo tragitto?
RO: Le difficoltà nell’ambito del fashion blogging sono molteplici, anche oggi che è una realtà abbastanza nota e diffusa.
In primis vi è il pregiudizio nei confronti dell’ambito moda. C’è chi crede (ancora!) che la moda sia qualcosa di superficiale ed effimero. E questo è il primo ostacolo che ho dovuto superare nel momento in cui volevo raccontare le mie storie non solo a chi già è appassionato di moda (e quindi non ha un tale pregiudizio).
A ciò bisogna aggiungere il lato Internet: essendo così giovane (rispetto ad esempio alla carta stampata) e alla portata di tutti, si crede che utilizzare il Web come forma di espressione sia una cosa da niente. Che tutti lo possano fare e che non richieda un grande sforzo. Quindi un altro ostacolo è stato riuscire a creare fiducia nei confronti dei brand, fargli capire cosa e come affrontassi questo pazzo mondo di Internet e quale potesse essere il valore che avrei aggiunto nel mio piccolo.
E infine ci sono le offese gratuite, che in realtà sono uno ostacolo costante, perchè inibivano la mia voglia di esplorare, di migliorarmi e probabilmente anche di sbagliare. Ma comunque, mai lasciarsi intimorire. Che poi è quello che qualsiasi “hater” vorrebbe vedere realizzato.

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GL: I fashion Blogger non si conoscono molto sul carattere, lei come si descriveresti in tre parole?
RO: Effettivamente cerchiamo di trasportare la conoscenza e le emozioni che un dato brand, capo, avvenimento o news ci trasmette tralasciando lo spazio dedicato a noi stessi in quanto “persone”, al di là del blogging. Ma dovendo descrivermi in 3 parole direi: chiacchierone, (un po’) permaloso …e goloso!

GL: Nella realizzazione dei suoi post si aspira a qualche icona?
RO: Sin da quando ho cominciato quest’avventura nel campo del blogging ho cercato l’ispirazione nella quotidianità. Andando in giro mi rendevo conto che c’erano molte persone (perfetti sconosciuti che incontravo in metro, in libreria o nei negozi) che avevano un loro concetto di stile che a me piaceva molto, che li caratterizzava anche se magari non li distingueva in un modo particolare. E’ a loro che in definitiva ancora tutt’oggi mi ispiro. Mi piace passeggiare e “rubare” tutte le ispirazioni che alla fine le stesse persone, inconsapevoli fashion blogger, sono in grado di far trasparire attraverso le loro scelte. Io poi sono fortunato perchè lo stile di cui mi piace trattare nel blog è streetwear e urban, quindi più facile da ritrovare proprio nella quotidianità e per le strade di qualsiasi città.

GL: Ha creato rapporti con altri bloggers o con qualcuno dei tuoi lettori?
RO: Non solo è inevitabile, ma credo che sia importante creare un rapporto con gli altri blogger. Lo scambiarsi informazioni ed esperienze non fa che arricchire. Ti permette di imparare nuove cose (e in un mondo come il Web, in cui una notizia di oggi è già vecchia, è importante essere sempre aggiornati). Chi non lo fa a mio parere si perde una grande occasione. Tenere tutto per sè non è sintomatico di professionalità: se si ha paura di condividere vuol dire che in realtà non si è molto certi di cosa si sta facendo. Con i lettori invece è diverso. In quel caso, quando sono riuscito ad instaurare un rapporto, è diventato qualcosa di più “quotidiano”. Dalla moda abbiamo cominciato a consigliarci film da guardare, dischi da ascoltare, concerti da vedere. Diventa insomma un rapporto di conoscenza alla pari. E questa è una cosa che, se capita, mi fa molto piacere.

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GL: Pensa che il suo lavoro possa aiutare l’Italia in una crescita?
RO: Credo che in Italia siano ancora troppo poche le realtà che hanno capito il potenziale economico ed imprenditoriale del Web. Sono certo quindi che il mio lavoro potrebbe aiutare se ci fossero persone audaci, improntate all’innovazione, che fossero in grado ad esempio di unire blogger e brand, o che riuscissero a trovare delle nuove strade per l’advertising o nuove forme di monetizzazione attraverso uno spazio Web come il blog ma anche attraverso i social network e le comunità virtuali in generale. Tutto ciò indubbiamente potrebbe giovare ad una crescita.

GL: Come vede il suo blog evolvendosi nel futuro?
RO: Ciò che sono riuscito a raggiungere oggi è già un ottimo traguardo, e mi piacerebbe proseguire su questa linea, magari parlando di brand dallo stile diverso da quello a cui sono abituato. Questa per me sarebbe già un’evoluzione perchè vuol dire, prima di tutto, che ho imparato qualcosa di nuovo e poi che sono riuscito a trovare la forma più idonea per trasmetterlo agli altri. Ma se dovessi pensare ad una vera e propria evoluzione del blog che possa uscire fuori dal Web mi piacerebbe creare una capsule collection che unisca la mia passione per la moda maschile al mio lavoro grafico.

GL: Che consigli può dare a qualcuno che vuole percorrere la sua stessa strada?
RO: Credo che il consiglio più importante che io possa dare sia quello di imparare a conoscere se stessi. Capire quale sia la chiave migliore per tirare fuori ciò che si ha dentro, definendo così la propria personalità attraverso ciò che si sta facendo. Come fa un artista, un cantante o un attore. Questo permetterà di creare un filo di empatia sia con il pubblico sia con i brand, che vedranno nella propria personalità un modo per conoscere/farsi conoscere diverso da una pagina su un giornale o da uno spot in TV. E in più è un modo per crescere e migliorare a livello personale.

GL: Il team di Goodlovers la ringrazia e le augura le migliori conquiste.